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Tratto dal
sito ufficiale
http://212.39.96.6/zadarskaizjavait.htm
LA DICHIARAZIONE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE DELL'EX JUGOSLAVIA A PROPOSITO
DI MEDJUGORJE
Durante la seduta ordinaria della conferenza episcopale svoltasi a Zara
dal 9 all'11 aprile 1991 è stata adottata la seguente
DICHIARAZIONE
I vescovi sin dall'inizio seguono le apparizioni di Medjugorje tramite il
vescovo della diocesi, la commissione episcopale e la commissione della
conferenza episcopale jugoslava per Medjugorje.
Sulla base delle ricerche sin qui compiute non è possibile affermare
che si tratta di apparizioni e fenomeni soprannaturali.
Tuttavia, i numerosi credenti che arrivano a Medjugorje provenienti da vali
luoghi e spinti da motivi religiosi e di altro genere hanno bisogno dell'attenzione
e della cura pastorale innanzitutto del vescovo della diocesi e poi anche
di altri vescovi così che a Medjugorje e con Medjugorje si possa
promuovere una sana devozione verso la Beata Vergine Maria, in armonia con
l'insegnamento della Chiesa.
A tal fine i vescovi forniranno adeguate indicazioni liturgico-pastorali
e tramite la commissione continueranno a seguire e a far luce sugli avvenimenti
di Medjugorje.
Zara, 10 aprile 1991
I vescovi jugoslavi
DISPOSIZIONI SU MEDJUGORJE
Articolo di fondo apparso su Glas Koncila, Zagabria, 5 maggio 1996
L'ultima dichiarazione dei vescovi cattolici jugoslavi su Medjugorje è
il classico esempio della prassi millenaria di provata ragionevolezza della
Chiesa. Si dimostra che la Chiesa rispetta i fatti, misura attentamente
le proprie competenze e che tiene soprattutto al bene spirituale dei credenti.
E' noto in tutto il mondo il fatto che a Medjugorje, grazie alle voci di
apparizioni della Madonna, arrivino già da un decennio credenti e
curiosi provenienti da tutti i continenti. E' per il fatto che qui appare
e dà i Suoi messaggi la Madre di Dio? I vescovi, prestando grande
attenzione ai confini delle proprie competenze, dichiarano che "in
base alle ricerche fino ad ora compiute non è possibile dare una
conferma".
Il contenuto ed il senso di questa affermazione devono essere analizzati
a due livelli. In questo caso il primo livello è che il contenuto
di queste possibili rivelazioni private non può essere ricondotto
ai contenuti dichiarati ed imprescindibili della fede. Pertanto nè
i vescovi, nè lo stesso Papa hanno l'autorità di giungere
alla conclusione che qui sia davvero apparsa la Vergine, ma non hanno neppure
l'autorità per impedire ai fedeli di crederlo. Il magistero della
Chiesa è assolutamente inconfutabile solo quando afferma che qualcosa
si trova o non si trova nell'ambito di quella Rivelazione che la Chiesa
ha ricevuto fino alla fine dell'epoca degli apostoli, che si trova nella
Bibbia e che viene trasmessa. Quanto non è inserito nella Bibbia
e negli insegnamenti non può essere proclamato dal magistero della
Chiesa dottrina della fede, nè contenuto di una fede obbligatoria.
Pertanto solo degli ingenui possono aspettarsi che i vescovi risolvano la
questione di Medjugorje in modo da farci sapere esattamente quello in cui
dobbiamo o non dobbiamo credere.
Ma allora per quale motivo si eseguono delle indagini tanto accurate? Perchè
sono tenuti a dichiarare che quello che lì accade e da lì
viene proclamato è in armonia con tutte le verità religiose
annunciate e con la dottrina morale. Dichiarando che non vi sono contraddizioni,
che questi messaggi e rivelazioni concordano con la dottrina e la morale
cristiana essi, essendo i maggiori responsabili all'interno della Chiesa,
possono dichiarare che non vi sono ostacoli alla presenza di pellegrini
in questo luogo, nè allo sviluppo di una vita spirituale improntata
a questi messaggi. Dall'altro lato essi avrebbero anche il dovere di scoprire
eventuali inganni e mettere fine agli abusi. L'affermazione in proposito
contenuta nella nuova Dichiarazione dimostra che le indagini in questo senso
proseguono ancora.
La maggior parte della Dichiarazione dimostra che i nostri vescovi prendono
atto innanzitutto del gran numero di pellegrini e curiosi a Medjugorje e
ritengono sia proprio dovere fare in modo che queste masse ricevano in quel
luogo corretti insegnamenti religiosi, una catechesi contemporanea e ortodossa
e che si accostino correttamente e degnamente ai sacramenti ed in particolar
modo che la devozione mariana di Medjugorje di sviluppi in armonia con la
fede cristiana. Questa posizione è la vera novità del documento.
E' necessario attendere, come lo stesso documento dice, adeguate direttive
liturgico-pastorali per i grandi pellegrinaggi a Medjugorje. In questo modo
si realizza una vecchia proposta, evidenziata anche nella Glas Koncila,
che cioè la cura dei vescovi per Medjugorje si realizzi in due commissioni.
Una dovrebbe continuare ad analizzare se si tratta o meno di apparizioni
e rivelazioni soprannaturali e la seconda si occuperebbe del corretto e
sano spirito ecclesiastico dei raduni di Medjugorje. E' realmente possibile
che la prima di queste commissioni prosegua a lungo le sue ricerche e che
alla fine decida di non rivelare la sua decisione finale, ma la cura dei
pellegrini non può essere procrastinata poichè essi continuano
ad arrivare.
Per numerose persone devote in tutto il mondo questa dichiarazione potrebbe
semplificare le questioni di coscienza. Cioè coloro che, spinti da
un impulso religioso, vengono a Medjugorje da questo momento sanno che questi
grandi raduni saranno seguiti in modo regolare e responsabile dai discendenti
degli apostoli.
DISCORSO SU MEDJUGORJE DURANTE LA VI. SESSIONE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE
DELLA BOSNIA ED ERZEGOVINA
Sarajevo, VII (CX), 3, Sarajevo 1996, pag. 171.
Il 2 e 3 luglio 1996 a Sarajevo si è tenuta la VI. sessione della
Conferenza Episcopale della Bosnia ed Erzegovina. Vi hanno partecipato tutti
i suoi membri: il presidente, Cardinale Vinko Puljic, il vescovo di Banja
Luka Franjo Komarica, il vescovo di Mostar Ratko Peric ed il vescovo ausiliario
di Sarajevo Pero Sudar. Di questa seduta riportiamo solo il testo relativo
all'apparizione della Vergine nella parrocchia di Medjugorje.
"Il Vescovo di Mostar ha informato la conferenza sulle lettere ufficiali
della Congregazione per la dottrina della fede inviate a due vescovi francesi
in merito ai pellegrinaggi a Medjugorje. Nelle lettere si dice tra le altre
cose che i pellegrinaggi ufficiali a Medjugorje, intesa come luogo di autentiche
apparizioni della Vergine, non possono essere organizzati nè a livello
parrocchiale, nè diocesano, poichè questo sarebbe in contraddizione
con quanto affermato dai vescovi della ex-Jugoslavia nella propria dichiarazione
del 10 aprile 1991 (cfr. Glas Koncila, 30-6-1996). I vescovi hanno preso
atto di questa posizione della Chiesa per la gestione delle proprie diocesi."
IL VESCOVO FRANCESE E LA CONGREGAZIONE DEL VATICANO A PROPOSITO DI MEDJUGORJE
Il vescovo di Langres in Francia, monsignor Léon Taverdet si
è rivolto alla sede apostolica il 14 febbraio 1996 per chiedere quale
fosse la posizione della Chiesa relativamente alle apparizioni di Medjugorje
e se fosse consentito recarsi in pellegrinaggio in quel luogo. La Congregazione
della Santa Sede per la dottrina della fede ha dato la propria risposta
il 23 marzo 1996 tramite il proprio segretario Tarcisio Bertone. Riportiamo
integralmente la sua risposta.
CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE
Vaticano, 23 marzo 1996
N. prot. 154/81-01985
Sua Eccellenza,
con la Sua del 14 febbraio 1996 ci ha chiesto quale fosse l'attuale posizione
della Chiesa relativamente alle presunte "apparizioni di Medjugorje"
e se fosse consentito ai fedeli cristiani recarsi in pellegrinaggio in quel
luogo.
A riguardo mi fa piacere informarla che i vescovi della ex Jugoslavia nella
propria Dichiarazione di Zara del 10 aprile 1991 hanno stabilito quanto
segue relativamente alla veridicità delle apparizioni in oggetto:
"... Sulla base delle ricerche finora compiute, non si può affermare
che si tratti di apparizioni o fenomeni soprannaturali.
Tuttavia, i numerosi pellegrini che giungono a Medjugorje spinti dalla fede
e da altri motivi richiedono l'attenzione e la cura pastorale del vescovo
della diocesi, ma anche di altri vescovi, affinchè a Medjugorje possa
essere incoraggiata una devozione verso la Beata Vergine Maria in armonia
con l'insegnamento della Chiesa.
A tale scopo i vescovi forniranno anche particolari direttive liturgico-pastorali.
Inoltre la Commissione tramite loro continuerà a seguire ed analizzare
tutti gli avvenimenti di Medjugorje."
Da quanto appena detto consegue che i pellegrinaggi ufficiali a Medjugorje,
intesa come luogo di autentiche apparizioni della Vergine, non possono essere
organizzati nè a livello parrocchiale, nè diocesano, poichè
questo sarebbe in contraddizione con quanto affermato dai vescovi della
ex-Jugoslavia nella suddetta dichiarazione.
Sua Eccellenza, vogliate gradire i miei più cari saluti.
+ Tarcisio Bertone
E' UFFICIALMENTE CONSENTITO AI SINGOLI DI RECARSI IN VISITA A MEDJUGORJE
Catholic News Service
Sebbene il Vaticano non abbia mai detto ai cattolici che non possono recarsi
a Medjugorje, ha detto ai vescovi che le loro parrocchie e le loro diocesi
non possono organizzare pellegrinaggi ufficiali sul luogo in cui si verificherebbero
le apparizioni della Vergine, questo è quanto ha dichiarato il portavoce
del Vaticano.
"Non si può dire alla gente di non andare fino a quando non
si dimostrerà che le apparizioni sono false. Questo non è
ancora stato dimostrato e dunque chiunque voglia andare può farlo
- il portavoce Joaquin Navarro-Valls ha dichiarato all'agenzia di stampa
cattolica (Catholic News Service) il 21 agosto.
Ha aggiunto che quando un cattolico si reca lì in buona fede ha diritto
ad un'assistenza spirituale; la Chiesa dunque non impedisce ai sacerdoti
di guidare i viaggi a Medjugorje in Bosnia-Erzegovina organizzati da laici,
così come non vieta loro di accompagnare i gruppi di cattolici che
desiderano recarsi nella Repubblica Sudafricana.
Navarro-Valls ha ribadito che "nulla è cambiato" nella
posizione del Vaticano rispetto a Medjugorje.
Agli inizi di giugno un giornale francese ha riportato degli stralci di
una lettera sui pellegrinaggi a Medjugorje scritta dal segretario della
congregazione vaticana per la dottrina e la fede in risposta allla domanda
di un vescovo francese.
La lettera dell'arcivescovo Tarcisio Bertone della congregazione per la
dottrina e la fede riportava una dichiarazione del 1991 dei vescovi dell'ex-Jugoslavia
nella quale si dice che dopo le ricerche allora effettuate "non è
possibile confermare se si tratti di apparizioni e fenomeni soprannaturali".
"Tuttavia - dissero i vescovi e lo ha ripetuto l'arcivescovo Bertone
- in base a quello che è stato detto si evince che i pellegrinaggi
ufficiali a Medjugorje, il presunto luogo delle apparizioni della Vergine
Maria, non possono essere organizzati nè a livello parrocchiale,
nè di diocesi, poichè ciò sarebbe in contrasto con
quanto dichiarato dai vescovi della ex-Jugoslavia nella citata dichiarazione."
Navarro-Valls ha dichiarato: "Quando si legge quanto scritto dall'arcivescovo
Bertone si potrebbe pensare che d'ora in poi tutto è vietato e che
i cattolici non hanno la possibilità di recarsi a Medjugorje."
In realtà "non è cambiato nulla e nulla di nuovo è
stato detto" - ha dichiarato il portavoce dell'agenzia di stampa cattolica
(CNS).
"Il problema sta nel fatto che se si organizzano dei pellegrinaggi,
li si organizza con la chiesa e con il vescovo, dando in questo modo un
verdetto canonico sugli avvenimenti di Medjugorje - che la Chiesa non ha
ancora emesso."
"Questo è diverso dall'andare in gruppo sotto la guida di un
sacerdote che potrebbe poi anche eseguire le confessioni" - ha aggiunto
il portavoce.
Navarro-Valls ha affermato che tutto questo spiega perchè "purtroppo
quello che l'arcivescovo Bertone ha detto potrebbe essere interpretato in
senso restrittivo. La Chiesa o il Vaticano hanno detto "no" a
Medjugorje? No".
LA DICHIARAZIONE DEL PORTAVOCE DELLA SANTA SEDE DOTT. JOAQUIN NAVARRO-VALLS
RELATIVAMENTE AI PELLEGRINAGGI A MEDJUGORJE
“Per quanto riguarda questo argomento, la posizione non è
cambiata.
Come è già stato detto precedentemente, in questi casi è
necessario rispettare la diretta competenza degli ordinari locali.
In rapporto a questo i vescovi dell'ex Jugoslavia hanno dichiarato il 10
aprile 1991: "... Sulla base delle ricerche fino ad ora compiute non
è possibile confermare che si tratti di apparizioni e rivelazioni
soprannaturali. Tuttavia, il gran numero di pellegrini provenienti da ogni
parte che si recano a Medjugorje spinti da motivi religiosi e di altro tipo
richiedono l'attenzione e la cura spirituale innanzitutto del vescovo della
diocesi e poi anche degli altri vescovi in modo che a Medjugorje e con Medjugorje
si promuova una devozione nei confronti della Beata Vergine Maria in armonia
con l'insegnamento della Chiesa...".
Viene quindi ribadita l'assoluta esigenza di approfondire e riflettere,
come pure di pregare, per tutto quello che si riferisce al presunto fenomeno
soprannaturale in attesa del verdetto definitivo.”
Bolletino, n. 233, 19 giugno 1996.
LA CONGREGAZIONE DELLA DOTTRINA DELLA FEDE SU MEDJUGORJE
La Congregazione della Dottrina della Fede in una lettera a mons. Gilbert
Aubry, vescovo di La Rèunion, ha fatto con chiarezza il punto su
Medjugorje. Il vescovo l'ha ricevuta il 24 giugno e l'ha resa al clero e
ai religiosi della sua diocesi il 25 giugno. Perché vengano
a conoscenza dell' ultima posizione di Roma e, se necessario farla conoscere
anche ai fedeli (lettera circolare n. C003).
CONGREGATIO PRO DOCTRINA FIDEI
Città del Vaticano, Palazzo del S. Uffizio
Pr. N. 154/81.06419
26 maggio 1998
A Sua Eccellenza Mons. Gilbert Aubry
vescovo di Saint-Denis de la Rèunion
Eccellenza,
Con la lettera del 1 gennaio 1998 voi sottoponete a questo Dicastero diverse
questioni concernenti la posizione della Santa Sede e del vescovo di Mostar,
in riferimento alle cosidette "apparizioni" di Medjugorje, ai
pellegrinaggi privati o alla cura pastoraledei fedeli che si recano in quel
luogo. Al riguardo, considerando impossibile rispondere a ciascuna delle
domande fatte da vostra Eccellenza, tengo anzitutto a precisare che non
è norma della Santa Sede assumere, in prima istanza, una posizione
propria diretta su supposti fenomeni sopranaturali.
Questo dicastero perciò che concerne la credibilità delle
"apparizioni" in questione, si attiene semplicemente a ciò
che è stato stabilito dai vescovi della ex-Jugoslavia nella dichiarazione
di Zara del 10.04.1991: "Sulla base delle indagini finora condotto,
non è possibile affermare che si tratti di apparizioni o di rivelazioni
soprannaturali". Dopo la divisione della Jugoslavia in diverse nazioni
indipendenti, spetterebbe ora ai membri della Conferenza Episcopale della
Bosnia-Erzegovina riprendere eventualmente in esame la questione ed emettere,
se il caso lo richiede, nuove dichiarazioni.
Quello che Mons. Peric' ha affermato in una lettera al Segretario Generale
di "Famille Chrètienne", cioè che "La mia convinzione
e posizione non è solo Non consta della soprannaturalità ma
ugualmente quella di consta della non soprannaturalità delle apparizioni
o rivelazioni di Medjugorje" deve essere considerata espressione di
una convinzione personale del Vescovo di Mostar, il quale, in quanto ordinario
del luogo, ha tuttti i diritti di esprimere ciò che è e rimane
un suo parere personale.
In fine, per quanto concerne i pellegrinaggi a Medjugorje che si svolgono
in maniera privata, questa Congregazione ritiene che sono permessi a condizione
che non siano considerati come una autenticazione degli avvenimenti in corso
e che richiedono ancora un esame da parte della Chiesa.
Mons. Tarcisio Bertone
(Segretario della Congregazione presieduta dal Card. Ratzinger)
Ne consegue dunque che:
1. Le dichiarazioni del vescovo di Mostar riflettono solo la sua oppinione
personale. Di conseguenza esse non sono un giudizio definitivo e ufficiale
della Chiesa.
2. Tutto è rinviato alla dichiarazione di Zara, che lascia la porta
aperta a future indagini. Nel frattempo essa permette i pellegrinaggi privati
con accompagnamento pastorale dei fedeli.
3. Una nuova Commissione verrà senza dubbio nominata.
4. Nel frattempo tutti i pellegrini cattolici possono recarsi a Medjugorje.
Non possiamo che rendere grazie per un chiarimento così atteso.
P. Daniel Ange
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