
Prof. Pasquale (Nuccio) Quattrocchi
Ex Ordinario di Matematica all'Università di Modena
Collabora da vari anni con Eco di Medjugorje e da don Angelo Mutti
ha “ereditato”
la stesura del commento ai messaggi mensili di Maria.
Messaggio del 25 luglio 2010
Cari figli, vi invito di nuovo a seguirmi con gioia. Desidero guidarvi tutti a mio Figlio e vostro Salvatore. Non siete coscienti che senza di lui non avete gioia e pace e neanche futuro e vita eterna. Perciò, figlioli, approfittate di questo tempo di preghiera gioiosa e abbandono.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
“Per mezzo di Maria ebbe inizio la salvezza del mondo; ancora per mezzo di Maria deve avere il suo compimento. Nella prima venuta di Gesù Cristo, Maria quasi non comparve. Ma nella seconda venuta di Gesù Cristo Maria deve essere conosciuta e rivelata dallo Spirito Santo, per far conoscere, amare e servire Gesù Cristo per mezzo di Lei. In questi ultimi tempi Dio vuole dunque rivelare e manifestare Maria, capolavoro delle Sue mani:
-Perché è l’aurora che precede e annuncia il sole di giustizia Gesù Cristo, e quindi deve essere conosciuta e svelata, se si vuole che lo sia Gesù Cristo.
-Perché essendo la strada per la quale Gesù Cristo è venuto a noi la prima volta, è pure la strada che Egli seguirà nella Sua seconda venuta, anche se in modo diverso.
-Perché è il mezzo sicuro e la strada diritta e immacolata per andare a Gesù Cristo e trovarlo perfettamente.”
Queste parole di San Luigi Maria da Montfort tratte dalle tesi 49 e 50 del suo “Trattato della vera devozione a Maria” costituiscono, secondo noi, una magnifica cornice all’Opera di Maria a Medjugorje. Il ruolo di Maria è essenziale ai fini della salvezza universale e questo mistero, nascosto in Dio e negato all’attenzione del mondo, sta progressivamente rivelandosi alle anime di buona volontà. Vi invito di nuovo a seguirmi con gioia, ci dice oggi Maria, e questo rinnovato invito riguarda tutti: chi già La segue perché non si stanchi e torni indietro; chi sì è stancato perché riprenda il cammino al Suo seguito; chi non ha nemmeno cominciato perché si decida a iniziare a seguirLa. Nessuno è escluso, nessuno è tagliato fuori. Al Suo seguito non falliremo il traguardo, giungeremo tutti a Gesù nostro Salvatore. Desidero guidarvi tutti a mio Figlio e vostro Salvatore, ci dice Maria, e solo da noi possiamo escluderci da questa salvezza che ci viene proposta ed offerta, e che riguarda tutta la vita e la qualità stessa della vita sia in questa terra che dopo la morte: Non siete coscienti che senza di Lui non avete gioia e pace e neanche futuro e vita eterna. Senza Gesù non c’è gioia, non c’è pace, non c’è domani, non c’è vita eterna, cioè vita esente da morte. Senza Gesù non c’è realtà che non sia effimera e caduca e ingannevole e falsa; pace è al più assenza di conflitti e gioia sinonimo di soddisfazione, ma nulla hanno a che vedere con la pace e la gioia che sono caratteristiche di una vita vissuta in comunione con Gesù. Pace e gioia in Gesù ed in Maria non indicano vita facile né immunità dalla sofferenza; né Gesù, né Maria sono stati preservati nella Loro esistenza terrena da patimenti e difficoltà, ma mai è mancata la comunione con il Padre, mai la volontà di Gesù o di Maria si è discostata dalla Volontà di Dio. Certo, nessuno di noi può paragonarsi né a Maria né a Gesù; ma ciascuno di noi è chiamato, per nascita ed ancor più per il Battesimo cristiano, a vivere da figlio nel Figlio, a lasciarsi conformare a Gesù per volontà Sua e del Padre, per forza dello Spirito Santo, per intercessione di Maria. Se crediamo veramente a questa chiamata, a questa sublime vocazione, come possiamo rimanere freddi o indifferenti, come possiamo tentennare, esitare, dubitare?
La preghiera non è più un giogo da sopportare ma esperienza di gioia, l’abbandono alla Volontà del Padre non è più un salto nel buio ma volo nella Luce. Perciò, figlioli, approfittate di questo tempo di preghiera gioiosa e abbandono, ci esorta Maria. Questo è il tempo propizio; questo è il tempo che ha valore oltre ogni tempo, il tempo che si apre all’eternità, ed è il tempo della nostra esistenza terrena: non sprechiamolo, non consumiamolo in cose, attività, opere che sono solo ombre, che hanno la consistenza dell’erba che al mattino germoglia ed alla sera è falciata e dissecca. Abbandonati in Dio iscriviamo la nostra caducità nell’eternità, abbandonati in Cristo annulliamo i nostri limiti nei meriti ottenutici da Lui, abbandonati in Maria conserviamo nel Suo Cuore ciò che non comprendiamo.
Pace e gioia in Gesù e Maria.
Nuccio Quattrocchi

Prof. Pasquale (Nuccio) Quattrocchi
Ex Ordinario di Matematica all'Università di Modena
Collabora da vari anni con Eco di Medjugorje e da don Angelo Mutti
ha “ereditato”
la stesura del commento ai messaggi mensili di Maria.