Messaggio a Mirjana del 2 marzo 2010

Cari figli, in questo tempo particolare in cui tentate di essere più vicino possibile a mio Figlio, alla sua sofferenza, ma anche all’amore con cui l’ha portata, desidero dirvi che sono con voi. Vi aiuterò a vincere gli abbagli e le prove con la mia grazia. Vi insegnerò l’amore, l’amore che cancella tutti i peccati e vi rende perfetti. L’amore che vi dà la pace di mio Figlio ora e per sempre. La pace sia con voi e in voi, perché io sono la Regina della Pace. Vi ringrazio.

Io sono la Regina della Pace

Il cristiano deve poter dire con San Paolo non vivo più io ma Cristo vive in me (Gal 2, 20a). Non basta dirsi cristiani per esserlo veramente; le nostre parole non bastano, non fanno ciò che dicono; solo la Parola di Dio fa ciò che dice. Essere cristiani vuol dire vivere come Cristo, vivere di Lui; vuol dire lasciare spazio nella nostra anima, nella nostra vita, alla grazia del Sacramento del Battesimo. Noi da soli non ce la facciamo, non possiamo farcela; ma noi non siamo soli: Maria è con noi, tutto il Cielo si piega in nostro soccorso e i Sacramenti sono Cibo più che sufficiente, anzi sovrabbondante, per alimentare la Vita dello Spirito in noi. In questo tempo particolare in cui tentate di essere più vicino possibile a mio Figlio, ci dice Maria, io sono con voi; infatti Lei sa che i nostri tentativi sono spesso inadeguati e mal fatti ed è pronta a sorreggerci, a guidarci, a correggerci. Non è questo il senso della lunga Sua Presenza a Medjugorje? Oggi ci invita ad essere più vicini possibile a Suo Figlio, alla Sua sofferenza, ma anche all’amore con cui l’ha portata. E’ un divino suggerimento per vivere adeguatamente questo Tempo di Quaresima.
E’ l’invito a farci carico della Sofferenza di Cristo standogli accanto, cioè compartecipando ad essa, prendendone parte; non basta richiamare alla mente la Passione e Morte di Gesù, occorre entrarvi dentro con la mente, col cuore, con tutta l’anima. Come? Ciascuno deve scoprirlo da sé. Accostandoci con cuore ben disposto al Sacramento della Confessione potremo sgombrare l’anima da tutto ciò che disturba la comunione con Cristo e con i fratelli; è questo certamente un buon inizio ma se è fine a se stesso non è sufficiente. Il perdono dei peccati apre la strada, ma bisogna procedere nel cammino di conversione, di immersione nell’Amore. Dio rispetta la nostra libertà e non si impone ma si propone; Dio si dona a noi ma ci lascia liberi di accogliere o rifiutare il Dono. Ciascuno di noi è responsabile della propria scelta, ciascuno di noi ha un compito che è esclusivamente suo, che è espressione del Progetto di Dio su di lui. Non è facile per nessuno scoprire quale sia il proprio compito e tantomeno quale sia il progetto di Dio su di lui.
Maria da sempre ci custodisce e ci protegge ma in questi ultimi tempi, con una frequenza finora mai conosciuta, da Medjugorje ci chiama alla conversione, alla preghiera, al digiuno, all’abbandono a Dio. Sono accorati inviti della Mamma che vuole salvare i Suoi figli, che vuole immunizzarli dal veleno del serpente antico che spinge al “fai da te” anche, e forse soprattutto, le anime più belle, quelle più facilmente esposte al pericolo della tentazione, alla fame del tentatore. L’antidoto è Lei, è Maria, la Tutta Pura, l’Umile Ancella dell’Amore. Desidero dirvi che sono con voi, ci dice, e noi dobbiamo prenderne atto non a parole ma vivendo i Suoi Messaggi. L’invito di oggi è duplice: essere il più possibile vicini alla sofferenza di Gesù ed all’amore con cui l’ha portata. Questo è per tutti un grande insegnamento. La sofferenza è un doloroso mistero che facciamo fatica a comprendere, addirittura incomprensibile per chi non crede in Cristo; eppure la sofferenza è esperienza comune a tutti gli uomini. Maria ci consegna la chiave di lettura: l’amore con cui Gesù l’ha portata! Solo l’Amore può dare un senso alla sofferenza! Quanta sofferenza sprecata nel mondo, sofferenza incapace di generare amore anzi foriera di disperazione se non di odio e di morte.
Ma, innestata nella Sofferenza di Cristo, la nostra sofferenza dà compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella nostra carne (Col 1,24) e sempre più efficacemente ci assimila a Lui. Non è cosa facile ma ci aiuterà Lei: Vi aiuterò a vincere gli abbagli e le prove con la mia grazia, ci promette Maria, ed ancora: Vi insegnerò l’amore, l’amore che cancella tutti i peccati e vi rende perfetti. Lei ci vuole perfetti, come già Gesù ha auspicato dicendo: “Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste” (Mt 5,48). Seguiamo Maria, con umiltà e fiducia; in Lei il tentatore è assolutamente impotente e ogni sua seduzione si infrange miseramente. In Lei non può sussistere niente altro che Verità e Purezza e la nostra ricerca di Dio non è inficiata dall’orgoglio delle nostre idee, né dalle nostre convinzioni. In Lei troveremo la Strada dell’Amore senza rischio di prendere alcun abbaglio e nell’Amore troveremo finalmente la Pace, quella Pace promessaci e lasciataci da Gesù (Gv 14,27) ma che il mondo ancora non trova perché la cerca dove essa non può esistere.

Nuccio Quattrocchi

Prof. Pasquale (Nuccio) Quattrocchi
Ex Ordinario di Matematica all'Università di Modena
Collabora da vari anni con Eco di Medjugorje e da don Angelo Mutti
ha “ereditato” la stesura del commento ai messaggi mensili di Maria.