Il tempo si è fatto breve

C’è qualcosa nell’aria, anzi nel cuore, che rinverdisce l’attesa del ritorno di Cristo, così viva negli apostoli e nei primi cristiani. C’è qualcosa che urge anche nei messaggi che ci giungono da Medjugorje. C’è l’impressione diffusa di essere vicini ad una svolta epocale…
Noi non sappiamo né il giorno né l’ora, ma sappiamo che anche se l’evento non ci trovasse nella fase terrena della nostra vita, le nostre scelte, le nostre opere, le nostre azioni, vissute in grazia e comunione con Dio trascendono il tempo della nostra terrena esistenza e ci rendono partecipi del giorno ultimo. Questa consapevolezza ci investe di grande responsabilità: vivere l’oggi come se oggi fosse l’ultimo giorno non solo per la nostra vita terrena ma per il mondo intero, per tutto il creato.
E’ per questo peso morale, enorme ma soave e leggero al tempo stesso, che sento il bisogno di implorare tutti, ed in particolare i cari figli ai quali Maria si rivolge, ad essere santi come Dio ci vuole (1Pt 1,15-16). Non siete abbastanza santi e non irradiate santità agli altri, perciò pregate, pregate, pregate e lavorate sulla conversione personale affinché siate segno dell’amore di Dio per gli altri, ci raccomanda Maria nel messaggio del 25 agosto scorso e nell’ultimo (25.09.09): insistentemente lavorate con gioia sulla vostra conversione. E quante altre volte ci ha invitati ad essere apostoli dell’Amore, a testimoniare con la vita l’Amore di Dio, a vivere i messaggi che Lei ci ha dato, a pregare, digiunare, offrire la propria vita a Dio, abbandonarsi a Lui…
Ora che il tempo si è fatto breve (1Cor 7,29a) curiamo di non sprecarlo; ora più che mai dobbiamo concentrarci sulla nostra personale conversione per la salvezza nostra e del mondo, essere segno dell’amore di Dio per gli altri. Questo vale per i laici e per i consacrati, per ogni credente, per ogni uomo, e specialmente per chi nella Chiesa ha particolari responsabilità. Nessuno si ritenga esonerato. Dobbiamo essere segno dell’Amore di Dio sempre, in ogni occasione, in ogni circostanza. Il tempo stringe ed ogni occasione sprecata può non essere più recuperata. Chi ha il dono della parola non si perda in parole sue ma parli Una sola Parola: Cristo Gesù! Chi ha il dono del silenzio taccia per non disturbare la Parola rivelata. Chi ha il dovere dell’ubbidienza lo compia con scrupolo, gioia ed umiltà. Chi parla da una radio non pronunci anatemi ma trasmetta la Parola dell’Amore. Chi gestisce un servizio, nella società o nella Chiesa, ed in particolare chi detiene un potere, lo gestisca con umiltà, in spirito di verità evangelica e senza indulgere in compromessi con il principe di questo mondo o con i suoi rappresentanti; il suo parlare sia “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno (Mt 5,37). Ciascuno curi la propria conversione che è dono dell’Amore Misericordioso di Dio ma richiede la nostra libera accettazione, la nostra disponibilità ed il nostro impegno concreto. Nella Bibbia, in particolare nel Nuovo Testamento, nei Sacramenti, nelle vite dei Santi,…abbiamo, in grande sovrabbondanza, ciò che è necessario alla nostra conversione. La conversione è la gravidanza dell’anima ed ogni interruzione è particolarmente grave perché è soppressione volontaria della Vita di Dio in noi. Ma Maria è con noi, ci sostiene, ci consiglia, ci aiuta, intercede per noi perché questa gravidanza spirituale giunga fino in fondo e Dio sia tutto in tutti (1Cor15,28b). E Dio abiterà con noi e asciugherà ogni lacrima dai nostri occhi e non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno, perché le cose di prima sono passate (Ap 21, 3b-4).

Pace e gioia in Gesù e Maria.
Nuccio Quattrocchi

 

Prof. Pasquale (Nuccio) Quattrocchi
Ex Ordinario di Matematica all'Università di Modena
Collabora da vari anni con Eco di Medjugorje e da don Angelo Mutti
ha “ereditato” la stesura del commento ai messaggi mensili di Maria.