11 dicembre 2009, il Vescovo di Mostar Peric spara ancora su Medjugorje
Questa volta se la prende col famoso "segno", che la Madonna ha promesso di lasciare sulla collina delle apparizioni, e coi difetti dei veggenti. Non considera che i doni straordinari di Dio sono affidati alla fragilità umana e che nessun veggente è infallibile. Tutto il tono del documento è da inquisitore intransigente e ostile, nessuna traccia di quella "gratitudine e consolazione" che il Concilio raccomandava ai Vescovi nel valutare i carismi (Lumen Gentium 2, 12).
Il santo Curato d’Ars, Giovanni Maria Vianney, inizialmente considerò La Salette come un colossale imbroglio e Massimino un losco bugiardo. Il veggente in effetti condusse una vita irrequieta, piena di debiti e senza mai concludere nulla; per campare infine torno alla Salette e impiantò un negozietto di vendita di oggetti sacri relativi all’apparizione. Morì a soli 42 anni di idropisia (da cirrosi epatica?). Ma la Chiesa riconobbe ugualmente autentica l'apparizione.
Se avete la pazienza di arrivare fino in fondo, trovate qui il documento sul sito ufficiale della Diocesi di Mostar.