COSCIENZA E FALSITA’
“Non permettete che le falsità che escono dalle vostre bocche
facciano tacere la vostra coscienza”
Queste parole di Maria, consegnate a Mirjana nel giorno della Presentazione del Signore, costituiscono un appello chiarissimo alla coerenza fra ciò che diciamo e ciò che la coscienza ci suggerisce. E’ un appello che contiene un avvertimento: se continuiamo a dire falsità finiremo col far tacere la nostra coscienza. Questa verità, da tutti sperimentata, impone una scelta chiara fra Dio e mammona; una scelta urgente, prima che sia spenta la voce della nostra coscienza.
Ma cosa è la coscienza? Cosa è la sua voce?
“La coscienza è il nucleo più segreto e il sacrario dell’uomo, dove egli si trova solo con Dio, la cui voce risuona nell’intimità propria” così dice, fra l’altro, il Catechismo della Chiesa Cattolica, nella tesi 1776, tutta costituita da passi della costituzione pastorale Gaudium et spes del Concilio Ecumenico Vaticano II. Dunque la coscienza è luogo sacro riservato all’incontro fra la creatura e il suo Creatore, e la voce della coscienza è la voce stessa di Dio che parla alla sua creatura. Mettere a tacere la coscienza significa spegnere questa Voce, chiudere questo canale di comunicazione con Lui, con tutte le conseguenze negative che questo comporta non solo per la singola persona ma anche per la sua famiglia, per la società , per l’intera umanità, e in definitiva per la creazione stessa per quel vincolo di solidarietà che in essa è intrinseco.
Questo può sembrare esagerato ma non lo è se pensiamo alle conseguenze del primo peccato. La grande Storia dell’umanità ed anche la piccola storia di ciascuno di noi attestano le nefaste conseguenze della perversione delle coscienze. Non assistiamo anche oggi all’uso spregiudicato del potere, di ogni potere, fondato sull’illusione di fare da soli, di escludere Dio? E non è ancora peggio usare il Suo Nome per affermare se stessi? Chi fonda la sua attività sulla falsità eretta a sistema non ha sotterrato la propria coscienza e quella dei suoi?
Che fare?
Ecco quanto ci suggerisce Paolo (Rm 13,11-14) e le sue parole sono ancora oggi attualissime:
“ Questo voi farete, consapevoli del momento: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché adesso la nostra salvezza è più vicina di quando diventammo credenti. La notte è avanzata, il giorno è vicino. Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a orge e ubriachezze, non fra lussurie e impurità, non in litigi e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo e non lasciatevi prendere dai desideri della carne.”
Non è una fuga dalla realtà questa che ci suggerisce Paolo: è anzi immersione profonda nella realtà perché la realtà non è ciò che appare, la realtà vera è quella che discende da Dio, che è conforme alla Sua Volontà; l’altra, quella che appare è appunto apparenza! “Se tu conoscessi il dono di Dio” dice Gesù alla donna di Samaria (Gv 4,10a) e quel che dice a lei lo dice anche a ciascuno di noi. Se io, se tu, conoscessimo il dono di Dio! Di quale dono parla Gesù? E’ il dono dell’acqua viva, quell’acqua che sazia ogni sete di giustizia, di solidarietà, di pace, di amore, di verità, di bene e che al contempo spegne ogni sete di sopraffazione, di comando, di violenza, di odio, di menzogna, di male.
E’ quell’acqua che attinta in Lui diventerà in noi sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna. Alla politica dello spreco bisogna sostituire quella della salvaguardia delle risorse, alla ricchezza per pochi preferire una vita dignitosa per tutti, all’accumulo di beni la loro condivisione, al tutto ora e subito il poco ora e per sempre, e tutto questo sia orientato a Dio perché non divenga una nuova forma di potere più raffinata, e quindi più subdola, di quelle già sperimentate. Sarà possibile tutto questo all’uomo? Certamente, se accetterà l’aiuto di Dio e quindi agirà senza inquinare ciò che tocca. Ma non bisogna attendere la conversione del mondo per orientare la propria vita secondo il Suo disegno d’amore. Ciascuno si converta e creda in Dio e faccia la Sua Volontà…il resto lo farà Lui! Vieni, Signore Gesù, vieni presto a salvarci!
Nuccio Quattrocchi

Prof. Pasquale (Nuccio) Quattrocchi
Ex Ordinario di Matematica all'Università di Modena
Collabora da vari anni con Eco di Medjugorje e da don Angelo Mutti
ha “ereditato”
la stesura del commento ai messaggi mensili di Maria.